Mandolino e Ghitarra

Eugenio Palumbo verkörpert den Prototyp der neuen Mandolinen-Generation. Als Förderer des Originalrepertoires ist er der Ansicht, dass die Entstehung neuer Werke für die Wiederentdeckung der Mandoline von grundlegender Bedeutung ist. Jedes Jahr arbeitet Eugenio mit Komponisten an der Umsetzung von Solisten- und Kammermusikwerken zusammen, was in Veröffentlichungen und Uraufführungen mündet.
La stagione 2025/2026 lo vede protagonista nella prima storica esecuzione dei due concerti romantici per mandolino, di Calace e Ranieri, in una sola apparizione. Con diverse orchestre tra cui i Virtuosi Italiani continua ad eseguire i concerti di Bach e Vivaldi con il mandolino. In ambito cameristico prosegue le collaborazioni con il chitarrista Roberto Guarnieri e con l’arpista Anna Pilleroni, duo inedito nel panorama concertistico internazionale. Ha un'intensa attività concertistica che lo ha portato a esibirsi in alcuni dei teartri più prestigiosi al mondo come il Teatro La Fenice di Venezia, il Muziekgebouw di Eindhoven, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Abu Bakr Salem in Arabia Saudita, il Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, il Teatro Comunale di Ferrara, il Théâtre du Vrijthof di Maastricht, il Teatro Pavarotti di Modena, ecc. e si è esibito sotto la direzione di numerosi direttori d'orchestra di fama tra cui Riccardo Muti.
Nato a Carpi nel 2001, Eugenio inizia giovanissimo lo studio del mandolino insieme al padre Roberto Palumbo, che gli ha trasmesso la passione e l’amore verso questo strumento. Presto entra a far parte dell’orchestra a plettro fondata dal padre Completati gli studi classici si laurea con lode e menzione speciale presso il Conservatorio di Musica "Luca Marenzio" di Brescia sotto la guida della rinomata mandolinista Dorina Frati. Si laurea con lode in Musica da Camera nella medesima istituzione. Ha approfondito i suoi studi musicali al Conservatoire Royal de Liège con Vincent Beer-Demander e ha preso parte a numerose masterclass tra cui quelle con Avi Avital all'Accademia Stauffer di Cremona. Dal 2026 è Dottorando all’Università di RomaTre.
Demander und nahm an zahlreichen Meisterkursen teil, darunter an denen mit Avi Avital an der Accademia Stauffer in Cremona. Seit 2026 ist er Doktorand an der Universität RomaTre.

Lorenzo Bernardi (Trient, 1994) ist ein italienischer klassischer Gitarrist, der international als Solist, Kammermusiker und Solist mit Orchester tätig ist. Seine Konzerttätigkeit führte ihn zu Auftritten bei bedeutenden Festivals und Konzertreihen in Europa (Italien, Spanien, Frankreich, Dänemark, Ungarn), Südamerika (Argentinien, Chile, Venezuela), Nord- und Mittelamerika (Vereinigte Staaten, Costa Rica, Panama), Asien (Bahrain, Japan, Südkorea, Indonesien, Vietnam, Thailand, Indien) und Australien. Zu den renommiertesten Veranstaltungsorten, an denen er aufgetreten ist, zählen der Real Alcázar in Sevilla, die Victoria Memorial Hall in Kalkutta, die Vietnam National Academy Recital Hall, das Teatro Principal de Castellón, die Chulalongkorn Music Hall in Bangkok und das Teatro Ristori in Verona.
Accanto all’attività concertistica svolge un’intensa attività didattica ed è regolarmente invitato come giurato in concorsi internazionali, tra cui il Calcutta International Guitar Festivale il Saigon Guitar Fest. Ha inoltre tenuto masterclass presso istituzioni di alto livello, tra cui il Conservatorio Superior de Música “Salvador Seguí” di Castellón e l’Universidad de Costa Rica. Tra le collaborazioni artistiche più significative si segnalano le tournée con la chitarrista vietnamita Thu Le e con il mandolinista Carlo Aonzo.
Nel 2019 l’etichetta DaVinci Classics ha pubblicato il suo album Agustín Barrios Mangoré – Al Estilo Antiguo. In duo con il violinista Saverio Gabrielli ha realizzato il disco Due Italiani a Vienna, con musiche di Mauro Giuliani, Niccolò Paganini e la prima registrazione mondiale del Grande Duo di Louis Spohr. Lorenzo Bernardi è endorser ufficiale Savarez Guitar Strings e Altamira Guitars
Nato a Trento nel 1994, intraprende lo studio della chitarra classica diplomandosi presso il Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento. Prosegue la propria formazione al Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari sotto la guida di Emanuele Buono, conseguendo il Diploma Accademico di Secondo Livello a indirizzo solistico con il massimo dei voti. Grazie a una borsa di studio dell’Unione Europea, perfeziona successivamente i suoi studi al Conservatorio “Manuel Castillo” di Siviglia sotto la guida di Francisco Bernier.
Programma:
I. ITALIA A PIZZICO
Mandolino e chitarra nell'800
Prima di diventare uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini fu un virtuoso del mandolino.
Iniziò a suonarlo in tenera età sotto la guida del padre e compose alcune opere per mandolino, sia solistiche
sia cameristiche, tra cui diversi duetti con la chitarra. Queste composizioni, spesso concepite come canovacci, lasciavano ampio spazio alla libertà interpretativa dell’esecutore. La Sonata in Mi maggiore rappresenta l’apice di questa produzione, un dialogo cameristico costruito su temi contrastanti e raffinate variazioni. Verso la fine del XIX secolo il mandolino e la chitarra raggiunsero l’apice della loro popolarità. In tutta la penisola italiana fiorirono circoli mandolinistici e illustri personalità, tra cui la regina Margherita di Savoia, si dedicarono allo studio del mandolino. Questo successo fu il risultato del lavoro di virtuosicompositori che rinnovarono il repertorio degli strumenti a pizzico favorendone la diffusione in Italia e all’estero. Tra queste figure spicca Raffaele Calace, considerato il protagonista più influente di quell’epoca. La sua importanza è legata non solo alla vastissima produzione compositiva per mandolino ma anche alla sua attività imprenditoriale nel campo della liuteria e alla brillante carriera concertistica, che favorì la diffusione degli strumenti a pizzico nel mondo, in particolare in Oriente. La Serenata malinconica op. 120 è il manifesto
della sua poetica romantica, una pagina di tenero lirismo e malinconia intima. Con un catalogo di oltre 350 opere, Carlo Munier è uno dei principali artefici della rinascita del mandolino. Le sue composizioni presentano spesso influenze esotiche, soprattutto di matrice spagnola. Nel Capriccio Spagnuolo op. 276 emergono i ritmi del bolero e dell’habanera e tecniche chitarristiche di origine flamenca, come il rasgueado. Munier si dedicò inoltre alla composizione di fantasie su celebri arie operistiche di autori come Verdi, Donizetti e Rossini, molto diffuse nei cataloghi editoriali dell’epoca. I circoli mandolinistici, al pari delle bande musicali, svolgevano infatti un ruolo fondamentale nella divulgazione di questo repertorio presso un pubblico più ampio, spesso escluso dalla fruizione diretta dei teatri d’opera. In questo stesso contesto si colloca Enrico Marucelli, mandolinista fiorentino e allievo di Munier. Oltre a trascrizioni come la Fantasia sulla Traviata, compose brani originali per mandolino e chitarra, tra cui il Valzer Fantastico, nel quale il virtuosismo esalta le possibilità tecniche ed espressive del duo a pizzico.
Niccolò Paganini (1782 – 1840) Rev. Vincent Beer-Demander & Eugenio Palumbo Sonata in mi maggiore per mandolino e chitarra - Allegro - Andante - Allegro brillante
Enrico Marucelli (1877 – 1907) – Valzer Fantastico
Giuseppe Verdi (1813-1901) – Fantasia sulla Traviata
Raffaele Calace (1863 – 1934) – Serenata Malinconica Op. 120
Carlo Munier (1859 – 1911) – Capriccio Spagnuolo Op. 276
2. FROM ITALY WITH AMORE
Mandolino e Ghitarra nel „Bel Paese“
Alla fine del XIX secolo il mandolino e la chitarra vissero un’epoca d’oro in Italia. Ovunque nacquero circoli e
scuole dedicate a questi strumenti a pizzico, luoghi dove la musica diventava condivisione, eleganza e virtuosismo. Personaggi illustri, come la regina Margherita di Savoia, si appassionarono allo studio del mandolino contribuendo a trasformarlo in simbolo di raffinatezza e cultura musicale. In questo fertile contesto musicale fiorì la figura di Enrico Marucelli, mandolinista e compositore fiorentino, capace di unire tecnica e musicalità nei suoi brani. Il Valzer Fantastico celebra il virtuosismo del duo mandolino e chitarra, spingendo gli strumenti ai loro massimi espressivi, mentre la Fantasia sulla Traviata porta le melodie liriche dei grandi teatri direttamente nelle mani del pubblico. I circoli mandolinistici, al pari delle bande musicali, svolgevano infatti un ruolo fondamentale nella diffusione di questo repertorio presso un pubblico più ampio escluso dalla fruizione dei teatri d’opera. Tra i grandi protagonisti di quell’epoca emerge Raffaele Calace, il cui talento virtuosistico, la straordinaria attività compositiva e la maestria nella liuteria hanno reso il mandolino celebre nel mondo, in particolare in Oriente. Il Bolero Op. 26 mostra la tipica contaminazione musicale del primo Novecento, con influenze esotiche, in particolare spagnole. Analogamente, nel Capriccio Spagnuolo Op. 276 di Carlo Munier si percepiscono ritmi di habanera e le tecniche chitarristiche di origine flamenca, come il rasgueado. Il concerto omaggia Napoli e la sua tradizione con O’ Sole Mio, in un arrangiamento originale di Roland Dyens per mandolino e chitarra e si chiude con un tributo cinematografico, il medley di Ennio Morricone, che trasporta l’ascoltatore nelle atmosfere dei grandi spaghetti western italiani.
Enrico Marucelli (1877 – 1907) – Valzer Fantastico
Giuseppe Verdi (1813-1901) – Fantasia sulla Traviata
Raffaele Calace (1863 – 1934) – Bolero in Sol minore Op. 26
Raffaele Calace (1863 – 1934) Arr. Roland Dyens – O sole mio
Carlo Munier (1859-1911) – Capriccio Spagnuolo Op. 276
Ennio Moricone (1928-2020) Arr. Vincent Beer-Demander – Omaggio a Moricone: Spaghetti Western Medley
16 Arrivo e messa in sintonia
17 Mandolino e Ghitarra
18 cena comune
open end
Registrazione richiesta: [email protected], +39 335 220789
Contributo volontario